Le ansie di Berlino per il Corno d’Africa
di Pierre Chiartano - I pirati somali tolgono il sonno alla cancelleria tedesca. La situazione nel Corno d’Africa tanto preoccupa Berlino da aver condotto la diplomazia tedesca sull’orlo di una crisi di nervi. Il ministro della difesa Karl-Theodor Guttemberg ha dichiarato qualche giorno fa che il Paese deve essere pronto a utilizzare le forze armate per difendere i propri interessi economici. Un commento molto simile era costato la poltrona di presidente della Repubblica a Horst Kohler all’inizio del 2010. L’allora capo dello Stato tedesco aveva dichiarato che l’utilizzo dei propri militari era necessario per difendere gli interessi economici tedeschi. Si era scatenato una tempesta di critiche che si era placata solo con le dimissioni di Kohler. Il presidente si era lasciato sfuggire il commento durante una visita alle truppe di Berlino in Afghanistan. Guttemberg sembra aver voluto fare eco a quelle parole a dimostrazione che la veritĂ non si può negare per sempre e che la Germania, ormai lontana dal sicuro e protettivo modello renano e aperta alla globalizzazione, soffre perchĂ© si sente fragile di fronte alle nuove sfide. I takeover alla borsa di Francoforte come la pirateria a largo della Somalia diventano la nuova scena dell’insicurezza di Berlino. Intervenendo il 9 novembre ad una conferenza in materia di sicurezza, il ministro della Difesa tedesco aveva affermato come il Paese avrebbe dovuto rendere piĂą sicure le rotte commerciali contro la pirateria. «In Germania dobbiamo fare qualcosa per spiegare i legami tra la sicurezza regionale egli interessi economici senza infilarci sempre in un vicolo cieco» aveva spiegato. Ricordiamo come nel 2009 i pirati somali avevano addirittura tentato – per fortuna invano – l’assalto al cargo Spessart, un mercantile militare della Bundesmarine. Allora la fregata lanciamissili Rheinland-Pfalz, una delle piĂą moderne unitĂ navali della Nato, aveva raggiunto in tempo il cargo militare catturando anche la banda di corsari, togliendo dall’imbarazzo il governo di Berlino. La preoccupazione era però montata. I tedeschi possono fare affidamento su di una Krisenstab, cioè una cellula di crisi che opera presso lo Auswaertiges Amt, il ministero degli Esteri federale. NĂ© il governo di Berlino ama dare pubblicitĂ all’utilizzo dei Kampfschwimmer e dei Kampftaucher (nuotatori subacquei incursori, analoghi ai Comsubin italiani) fra le migliori unitĂ speciali della Nato, tipo Delta Force o Navy Seal negli Usa.
La dichiarazione fatta da Guttemberg dunque sembra quasi banale non fosse che in Germania l’argomento è tabù. Le forze armate sono ancora il simbolo di un Terzo Reich che nessuno vuole vedere rinascere. E chi si avventura su questo terreno minato dalla storia e da un Olocausto, rischia grosso. Ma Guttemberg sembra voler rilanciare anche sulla vicenda Kohler: «quel giorno mi sono chiesto che cosa ci fosse di tanto azzardato nei suoi commenti». La pirateria a largo delle acque che bagnano il Corno d’Africa sta causando seri problemi ai commerci di molti Paesi, compresa la Germania. Una situazione che il ministro non considera solo una «nota a margine», ma come un fenomeno che è in grado di incidere in maniera fortemente negativa sulle dinamiche economiche di Berlino. Un argomento da prendere in considerazione «molto seriamente». Nel suo intervento Guttemberg ha affrontato anche un altro snodo strategico per l’economia tedesca. La grande richiesta di materie prime che oggi viaggiano dai paesi produttori verso l’Occidente sviluppato, ma che utilizzano delle rotte che non sembrano più tanto sicure. Insomma, la sicurezza di questa linfa vitale per le economie avanzate deve essere vista anche da una prospettiva «militare e strategica». Ma il Paese è ancora estremamente sensibile al ruolo giocato dai militari nella Germania nazista e tutto si complica. E il modello scelto dalla Merkel, un Paese tutto votato all’export, dipende in maniera esagerata dai rifornimenti di materie prime. Un sistema che sta permettendo alla Germania di uscire dalla crisi prima di altri Paesi ma che pone anche dei problemi che i teschi non sembrano ancora pronti ad affrontare. Anche lo Spiegel non manca di sottolineare come l’opposizione non perda occasione per attaccare il governo su questa materia e lo abbia fatto anche in quest’occasione. Ad esempio il socialdemocratico Thomas Opperman ha avvertito Guttemberg dallo stravolgere il mandato costituzionale di un esercito difensivo. L’intervento auspicato dal ministro assomiglia tanto, secondo Opperman, a «un intervento offensivo in difesa d’interessi economici». La costituzione tedesca non permette guerre economiche. La Germania dovrebbe dunque rimanere alla finestra a guardare i propri interessi sfumare a largo del Corno d’Africa.

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