Uganda, Missione Medici Militari Italiani

24 novembre 2010

di Roberto Lanni – Secondo giorno di attivitĂ  per i militari italiani di “quattro stelle per l’Uganda”, la missione umanitaria che vede impegnati al fianco dell’Ong italiana Fondazione AVSI medici ed infermieri di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, per la prima volta insieme in Africa. Oltre cinquanta le operazioni chirurgiche giĂ  effettuate: asportazioni di utero e di tiroide, plastiche, ernie di vario genere, endoscopie. Diverse decine anche le ecografie e le visite ginecologiche, molte delle quali propedeutiche alle operazioni stesse, le visite e gli interventi di ortopedia, i prelievi sanguigni e le analisi di laboratorio. Questo, ad oggi, il bilancio della missione, che proseguirĂ  fino al 5 dicembre prossimo presso l’ospedale St. Joseph di Kitgum, cittadina del nord del Paese dove la Fondazione AVSI è presente da anni con  diversi progetti di cooperazione e sviluppo, non solo sanitari. Al centro dell’iniziativa umanitaria tra il Ministero della Difesa italiano e l’AVSI, la formazione del personale sanitario dell’ospedale, soprattutto infermieri ed assistenti, risorse fondamentali e preziose in un contesto dove i medici sono pochissimi e devono confrontarsi quotidianamente con diverse problematiche ed emergenze sanitarie, malattie come AIDS, malaria ed epatite e frequenti casi di epidemie. Importante, in tale ambito, anche l’accrescimento professionale per i giovani medici presenti tra i militari italiani, un’esperienza sul campo fondamentale per operare al meglio nelle missioni internazionali e in tutti quei contesti operativi lontani dai confini nazionali le cui condizioni di lavoro sono difficilmente riproducibili in patria. Nei prossimi giorni, inoltre, in coordinamento con la Direzione dell’ospedale e con i responsabili locali di AVSI, partiranno una serie di attivitĂ  di screening medico della popolazione, rivolto in particolare ai bambini e alle giovani mamme, sia presso gli ambulatori del St Joseph sia direttamente nei villaggi.

Sabato 27 novembre verranno festeggiati i 50 anni di attività dell’ospedale St. Joseph, struttura nata negli anni sessanta per opera dei Comboniani come dispensario pediatrico che durante gli anni della guerra civile ha garantito i servizi di base alla popolazione salvando migliaia di vite umane ed oggi è uno dei punti di riferimento sanitari in tutta la regione. Avsi sostiene da molti anni la struttura ospedaliera in forza di un accordo con la locale Diocesi. Alla cerimonia parteciperanno numerose autorità del governo ugandese e rappresentanze dei Paesi che attraverso la cooperazione internazionale nel corso degli anni hanno contribuito a sostenere lo sforzo dell’ospedale, tra cui Unione Europea, Italia, Stati Uniti, Olanda, UK, Canada, Spagna, Francia, Germania e Austria. Il gruppo è composto da 20 militari, tra medici, infermieri ed addetti alla logistica, e 2 chirurghi civili. Partiti da Roma sabato 20 novembre con un C-130J dell’Aeronautica Militare, i partecipanti alla missione sono giunti dopo circa quindici ore di volo e due scali tecnici a Gulu, su una pista in cemento costruita dalle Nazioni Unite negli anni ’60 ed unica pista di atterraggio disponibile prima di spingersi verso il confine settentrionale con il Sudan; da lì, con mezzi messi a disposizione dalla Cooperazione Italiana per lo Sviluppo del Ministero Affari Esteri, è iniziato il trasferimento a Kitgum del personale e delle oltre dieci tonnellate di materiale sanitario ed aiuti umanitari, circa tre ore di viaggio per coprire neanche cento chilometri di strada sterrate.

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